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Sanremo: la città più invivibile del mondo. Fanculo al festival!

E’ ricominciato il festival, e con lui il bordello. D’altra parte, siamo in linea con il trend politico del momento: un gran bordello. Sanremo è già una città dove vivere è diventato sempre più difficile, per vari motivi, ma in periodo di festival è più consigliabile abitare a Città del Messico, soprattutto per chi vive in centro. Un inferno.

Piazza Colombo? Una cittadella musicale dove pseudomusicisti si esibiscono dal pomeriggio fino a tarda sera, con le più becere canzonette, volendo dimostrare non so che a non so chi. Penosi. Un frastuono arrogante, costante, irruento, noncurante di chi ha necessità di riposare (perché malata o lavora sodo). Risultato: non esiste un attimo di pace. A Sanremo non esiste pace e quiete.

Mando affanculo festival e musicisti, cantanti e registi, scenografi e macchinisti. Mando affanculo tutta quella gente che, come dei cagnolini presi al guinzaglio, seguono e sbavano dietro a persone insignificanti per un autografo. Ma che gente è questa? Ma andate a fare la rivoluzione, piuttosto, che ce n’è bisogno. Altro che canzonette!

Sanremo: consigliata la giustizia fai da te

Un intero quartiere di Sanremo, centralissimo, è costretto a soffrire il frastuono di una discoteca che suona fino all’alba. Questo per tre giorni di fila alla settimana (venerdì, sabato, domenica). Ora, in una città civile, in un Paese civile, questo non dovrebbe succedere, anche perché la discoteca in questione è priva di uscite di sicurezza, quindi totalmente fuorilegge. Inoltre il suono non dovrebbe uscire dal locale, se esce è perché il locale non è a norma anche in fatto di insonorizzazione. Ma Sanremo è una città speciale, dove se chiami le forze dell’ordine per schiamazzi notturni ti rispondono in mille modi, ma non risolvono mai il problema. Perciò di notte può succedere la qualunque, sicuri che mai nessuno verrà in soccorso dei cittadini.

Così, per l’ennesima volta, ho chiamato la polizia proprio per la ripresa dell’attività della discoteca, dopo che questa aveva chiuso in agosto (almeno in agosto si è potuto dormire — o quasi).  Risultato? Niente, la polizia non fa niente. Anzi peggio, il mio interlocutore in divisa ha detto che potrei benissimo andare io a redarguire il gestore della discoteca. La cosa mi pare grave, perché a fronte delle lamentele di tutto un quartiere, non solo ‘lo Stato’ non interviene, ma esorta i cittadini a farsi giustizia da soli! Molto male, anche perché se poi ci scappa la rissa…

Aggiungo anche che il problema è ormai conosciuto da tempo, anche presso gli uffici di carabinieri, polizia, finanza, vigili urbani… ma questo pare non scalfire minimamente il ‘senso del dovere’ di coloro che dovrebbero tutelare i cittadini. Beh, a questo punto devo tirare le somme. Facile: le forze dell’ordine non tutelano i cittadini, sicuramente almeno in questo caso. Ma se a reclamare il loro intervento fosse stato il sindaco? E’ proprio vero: siamo solo ‘carne da macello’, schiavi. Poi vengono a chiederci anche di votare!

Paradoxes des comédiens


Video di Daniele Martinelli

Imperia: ‘nessun dorma’, la nipote di Scajola fa baldoria. Inutile protestare!

villa grock
Nessuno s’illuda di venire in Riviera per trovare un po’ di tranquillità.
In questo blog avevo già denunciato il gran fracasso notturno sanremese, voluto proprio dal Comune, nonché il menefreghismo delle forze dell’ordine nel far rispettare la quiete pubblica. ‘Quiete pubblica’: in Riviera di Ponente non si sa cosa sia, infatti non soltanto Sanremo langue per questo problema, sentite cosa è successo sabato scorso a Imperia.

La nipote di Scajola ha organizzato la sua festa di nozze a villa Grock (nella foto) che si trova sulla collina di Oneglia, circondata da civili abitazioni. Ma oltre alla musica suonata ad alto volume, alle grida festose degli amici, alla solita allegra cagnara che mai si cura della quiete altrui, all’una e mezza di notte (dicasi 01:30!) è cominciato l’inferno! Fuochi d’artificio durati un quarto d’ora che si sono sentiti a chilometri di distanza! Carabinieri e Polizia hanno ricevuto numerose telefonate di protesta, ma naturalmente nessuno si è preso la briga di intervenire. Figuriamoci! Qui in Riviera se fai bordello di notte vieni quasi premiato e chi si lamenta (perché stranamente non può dormire) viene visto come un alieno.

Sicché la nipote di Scajola e tutte le personalità presenti alla festa hanno potuto svegliare mezza città senza la benché minima considerazione per i cittadini e sapendo di  essere impuniti, come sempre. Questi, il rispetto non sanno davvero cosa sia! Si credono i re del territorio e come tali agiscono. D’altra parte, non è forse questo tipo di società piramidale che crea sovrani e sudditi? E i sudditi subiscono, si sa, le loro proteste vengono puntualmente ignorate. I sudditi dicono che non c’è pane? Date loro le brioches! I sudditi non possono dormire per il frastuono dei sovrani? Dite loro di cambiare città che qua è tutto cosa nostra! I sudditi si lamentano perché la legge non viene rispettata? Cambiamo la legge e facciamola ad personam!

Villa Grock prende il nome del celebre clown di fama internazionale, morto a metà degli anni ’50 e che scelse di costruire questa sua originalissima ‘casa’ sulla collina di Imperia Oneglia.  Dopo la morte di Grock la villa è stata dimenticata, fino a qualche anno fa, quando si è deciso di restaurarla per offrire alla città un centro culturale ove svolgere convegni, eventi internazionali e mostre. Invece la villa viene oggi utilizzata dal Comune per organizzare feste di varia natura. Evidentemente sfugge la sottile differenza che passa tra ‘evento culturale’ e ‘festa’. Ma tant’è, il Comune deve far cassa e allora affitta la villa a tutti.

Che dire alla nipote di Scajola? Nulla, perché di fronte alle nostre rimostranze anche lei potrebbe dire che la festa era stata organizzata in quel luogo a sua insaputa.

Vorrei consigliare ai cittadini imperiesi di organizzare una festicciola all’una di notte sotto casa di Scajola o del sindaco. I fuochi d’artificio li pago io.

(32) Il cielo albino, ma non è foschia.

Chissà come staranno godendo i militari e tutti gli apparati politico-economici che stanno dietro al progetto chemtrails, nel vedere il cielo di questa mattina a Sanremo. Beh, non è certo la prima volta che il velo lattiginoso fa la sua comparsa qui (e altrove nel mondo). E non è nemmeno la prima volta che ne parliamo

Dov’è il sole? Dov’è il cielo azzurro? Spariti dietro la cortina chimica! E’ evidente che non si tratta di nuvole, nè di foschia, non ci sono neppure le condizioni per la formazione di nebbia in quota. Ma si continua a tenere nascosta la terribile realtà. A Savona, per non sbagliare, la chiamano nebbia marina che ostacola le manovre in porto.

Per carità, nulla di più ovvio sarebbe dire che si tratta di umidità, quindi di foschia, ma è su questa ovvietà che si fonda spesso la menzogna di chi vuol farti credere che si tratti di roba naturale e non di operazioni di aerosol chimico.

La verità è che le scie chimiche sono ormai un fenomeno criminale attivo e sempre presente. E vedere un cielo completamente azzurro è ormai diventata una cosa rara.

(31) Perché anche quest’anno non parlo del festival di Sanremo?

Perché nel Paese ci sono ben altri problemi a cui pensare e da denunciare. Parlare del festival offenderebbe la dignità dei disoccupati (vecchi e nuovi), dei cassintegrati, dei terremotati, degli alluvionati, dei senzatetto, di tutti coloro che del festival se ne battono u belin!
Se poi c’è ancora qualcuno che continua a dire che il festival serve a dimenticare per una settimana i mali del Paese, rispondo che in questo Paese, oggi, serve tutto meno che dimenticare i nostri problemi (anche per una settimana). Seguire il festival, il ‘Grande Fratello’ o ‘Amici’ (et sim.) -oggi- equivale a nascondere la propria testa sotto la sabbia. Solidarietà a tutti coloro che soffrono le più varie ingiustizie, cagionate da un sistema aberrante, cinico e privo di qualsiasi senso di democrazia.

(30) La stazione di Sanremo e i tapis roulants non funzionanti: promessa non mantenuta!

stazione ferroviaria di sanremoLa denuncia partita da questo blog relativa al mal funzionamento dei tapis roulants della stazione ferroviaria di Sanremo aveva portato Rai Regione a interessarsi del caso (video).

giuseppe_lodi.jpgEra il 5 di novembre, infatti, quando il responsabile dell’area nord-ovest di Centostazioni, sig. Giuseppe Lodi (nella foto), aveva promesso davanti alle telecamere di ‘Buongiorno Regione – ditelo al TGR‘ di porre rimedio all’annoso problema entro novembre 2009. Nell’intervento video del 5 novembre, si faceva riferimento all’installazione di fotocellule poste prima dei tapis roulants, sì da permetterne la marcia soltanto al passaggio degli utenti. In questo modo si sarebbe garantita anche una maggiore longevità ai tapis roulants.

Che cosa è cambiato da allora? Per il capodanno mi sono concesso un viaggio in treno; sono partito il 29 dicembre e sono ritornato ieri, 3 gennaio 2010. Le fotocellule davanti ai tapis roulants sono state effettivamente installate, ma alcuni tapis roulants rimangono inesorabilmente fermi. Come si spiega? Nello specifico della mia esperienza di viaggio, il giorno della partenza c’era un solo tapis roulant guasto, mentre al ritorno ve n’erano ben tre. Bisogna quindi pensare che la promessa fatta da Trenitalia non sia stata mantenuta. Questo è proprio il Paese del Gattopardo, ma Sanremo è un Gattopardo davvero tenace!

(29) Sanremo solidale con Marco Ballestra e col suo sito sequestrato dal sindaco Scullino di Ventimiglia

ballestra.jpg Non ci siamo proprio! Piena solidarietà a Marco Ballestra (nella foto), apicoltore di Ventimiglia che, a causa del suo attivismo civico, si è visto sequestrare il suo sito ‘Alzalatesta‘ (sequestro preventivo) ed è stato persino rinviato a giudizio dal sindaco della città ligure, Gaetano Scullino. Cos’ha fatto il bravo Marco? Forse è meglio dire cos’ha fatto la giunta comunale di Ventimiglia! Qui siamo al paradosso, a tal punto che chi denuncia le malefatte di una politca corrotta e corruttrice rischia un anno di galera e 5 milioni di euro di multa (tanto è stato chiesto a Marco), mentre chi specula in edilizia, chi combina appalti privati, chi sperpera il danaro pubblico e devasta l’ambiente si sente persino in dovere di denunciare e accusare. Marco Ballestra non faceva altro che mettere in evidenza i malaffari della giunta comunale, anche attraverso l’associazione omonima (Alzalatesta), con banchetti in strada e opera di volantinaggio, sempre al fianco dei suoi concittadini e onorando il diritto all’informazione. Il sindaco si è sentito toccato (molto) e ha querelato l’apicoltore attivista.

Questo episodio non può non riguardare TUTTI, sia sul web, sia nella vita reale. Siamo di fronte a un atto di aggressione mai visto in Italia nei confronti di un cittadino che ha deciso di parlare e di dire la VERITA’ . Un atto vigliacco che dimostra soltanto la debolezza di una politica che non ha per niente la coscienza pulita, come invece ce l’ha Marco.

Non mollare, Marco. Sanremo è con te!

Il gruppo di solidarietà a Marco su facebook

(28) Gli auguri da Sanremo e da me

Fuori da ogni retorica, fuori da ogni tipo di credenza o religione. Semplicemente per tutti:

auguri.jpg

(27) Le forze (selettive) dell’ordine a Sanremo

forze-dellordine.jpg Ho raccolto in giro, per caso, alcune testimonianze sull’operato delle forze dell’ordine sanremesi e mi sono sorpreso dalle dichiarazioni di alcuni concittadini. Pare infatti che le forze dell’ordine (in particolare carabinieri, polizia e vigili urbani) siano totalmente refrattarie alle proteste telefoniche di alcuni cittadini esasperati. Gli interventi di coloro che dovrebbero tutelare l’ordine pubblico, si fanno davvero desiderare. Spesso non intervengono proprio. Direte voi: forse si tratta di cose poco gravi, tali da non giustificare un intervento delle forze dell’ordine. Sarà, ma a giudicare da ciò che mi è stato riferito, io un po’ mi allarmerei.

Una signora, ad esempio, mi ha detto che più volte ha dovuto telefonare ai vigili urbani, alla centrale dei carabinieri e al commissariato di polizia, proprio mentre gruppi di ragazzi stavano devastando la strada del condominio, arrecando al quartiere notevole disturbo (ubriacandosi, spaccando bottiglie, urlando, urinando sui muri…), ma mai una volta una qualsiasi pattuglia si è presentata a ripristinare l’ordine. E che dire delle 53 famiglie che da anni protestano contro i concerti nella piazza centrale fino a notte e che dalle forze dell’ordine si sentono dire sempre: noi non possiamo farci niente? (E sì che all’ingresso delle città c’è tanto di divieto di emissioni acustiche).

Anche a me è successo di telefonare ai vigili urbani per schiamazzi notturni e di sentirmi dire al telefono: ora qui non c’è nessuno (saranno state le 2 di notte). Ho pensato: ma allora cosa ci sta a fare il vigile al telefono se non c’è nessuno? Perché non va a dormire anche lui?

Mi pare doveroso soffermarmi un attimo sul concetto di forze dell’ordine. Cosa vuol dire forze dell’ordine?Quale sarebbe l’ordine? E dov’è la forza?

L’ordine pubblico dovrebbe possedere un significato più ampio, tanto da contenere anche i microreati e le intemperanze di quei cittadini che arrecano disturbo e destabilizzano l’ordine delle cose. Un ordine garantito dal civile comportamento, dalla civile convivenza, prima che dai codici di legge. Ma se il civile comportamento manca, dovrebbe essere la legge a intervenire. Un ubriaco che arreca disturbo dovrebbe essere quantomeno rimproverato da un corpo preposto alla tutela dell’ordine pubblico (figuriamoci un gruppo di invasati ubriachi che devastano una via). Ma così non è, a quanto pare.

Sembra infatti che la legge, a Sanremo, debbano farsela i cittadini. Da soli. Con tutte le conseguenze del caso. La forza costituita e garantita dai corpi in divisa, a quanto pare, è selettiva. Insomma, se qualche mente contorta lancia delle pietre ai balconi, ogni giorno, alla stessa ora, allo stesso balcone, non è grave (altro episodio riferitomi), chi abita in quell’appartamento deve sopportare in silenzio o farsi giustizia da sè. Non mi sembra molto edificante in una società cosiddetta civile.

Molti cittadini mi hanno riferito che la tecnica usata dalle forze dell’ordine per non prestare l’aiuto richiesto è quella relativa a una falsa dichiarazione. Faccio due esempi:

ESEMPIO 1

cittadino: pronto? Abbiamo un problema (spiega il problema), potete gentilmente mandare qualcuno?

centrale: in questo momento abbiamo gli uomini impegnati, ma faremo il possibile per raggiungerLa. Dov’è che si trova?

ESEMPIO 2

cittadino: pronto? Abbiamo un problema (spiega il problema), potete gentilmente mandare qualcuno?

centrale: Mh! Sì, adesso mandiamo una macchina.

E naturalmente, spesso, non si fa vivo nessuno! Lungi dal voler criminalizzare chi dovrebbe tutelare i cittadini (ma sarà davvero così?), questo post ha carattere esclusivamente divulgativo di un problema che, pare, accomuni molti di noi, abitanti della “ridente” città dei fiori (con molte spine).

(26) L’urban blog di Sanremo e Rai Regione denunciano il malfunzionamento della stazione di Sanremo (video)

stazione-sanremo.jpgRicorderete il post sulla nuova stazione ferroviaria di Sanremo, in cui si evidenziavano problemi di varia natura legati alla funzionalità della struttura. Rai regione ha letto il post e ha voluto contattarmi per esporre il caso davanti alle telecamere della rubrica ‘Ditelo al TGR’.
Nel servizio, andato in onda ieri, viene posto l’accento sul perenne malfunzionamento dei tapis roulants che dovrebbero agevolare il trasporto delle persone in un percorso di mezzo chilometro (!). In realtà i tapis roulants non hanno mai funzionato tutti insieme, ce ne sono sempre alcuni rotti.
Affinché questo disservizio rimanga solo un brutto ricordo, il signor Giuseppe Lodi, responsabile di ‘Centotreni’ (area Nord Ovest), ha dichiarato in video che il problema verrà risolto entro il mese di novembre. Lo auspichiamo tutti. E’ chiaro che verificherò di persona se le promesse sono state mantenute.

(25) Sanremo e i governi del Ponente Ligure

E’ anche vero che l’Italia intera soffre di immobilismo nei confronti dei soprusi dovuti alla malapolitica, ma bisogna ammettere che questa parte di Liguria batte ogni record di sonnolenza cronica! Il Ponente langue e nuota nei suoi stessi mali. I governanti locali prendono decisioni discutibili e nessuno protesta. Questi politici hanno vita facile e… vincono. Intrallazzi, lottizzazioni, divieti, servizi scadenti… In altre epoche, un simile comportamento da parte delle amministrazioni locali avrebbe generato un mare di proteste.

E’ mai possibile che quelle poche manifestazioni (troppo rare) non riescano a far smuovere le acque? Come mai non succede nulla?

E’ il risultato di una politica spesso arrogante e menefreghista, senza alcuna coscienza, nè umanità. Sindaci come Zoccarato, a Sanremo, che petano ordinanze illiberali contro i cittadini, favorendo solo le attività dei commercianti, sono essenzialmente degli arroganti menefreghisti che pensano solo a gonfiare i loro portafogli. Qual è la soluzione? Suggeritela voi.

(24) Sanremo all’attacco del sindaco Zoccarato

n1462876615_3271.jpgSanremo rischia seriamente di diventare famosa per le sue pessime amministrazioni. L’ultima, in particolare, capeggiata dal sindaco Maurizio Zoccarato (che si autodipinge come Zorro – vedi foto), ha già fatto scattare la protesta dei cittadini. I motivi sono quelli elencati nei post precedenti, Sanremo è diventata la città dei mille divieti, del razzismo, dell’intolleranza, del disturbo della quiete pubblica. Caso unico in Italia. Ne parlano giornali nazionali come il Corriere della Sera e blog, tra cui anche ITALIANI IMBECILLI dal quale traggo il video della protesta, inserito nel loro canale.

Una città con una piazza centrale dove non si può fare nulla, neppure sedersi o bere una birra, a meno che non ti accomodi nei dehors dei bar che si affacciano sulla piazza. Pura speculazione economica ai danni dei cittadini che si vedono negare i più basilari diritti civili.

(23) Sanremo: Maurizio Zoccarato, il sindaco che non c’è

zoccarato.jpg

Zoccarato, un sindaco che non ha nessuna considerazione per coloro che lavorano, nè per i malati, nè per le persone anziane, nè per la quiete pubblica.
Zoccarato, un sindaco che non riceve i cittadini e che, semmai, filtra le richieste di regia udienza attraverso una segreteria che lo blinda dietro un’agenda, ma quell’agenda non ti dice in quale giorno dovrai presentarti per parlare con sua eccellenza.
Zoccarato, un sindaco che è tutto teso alla tutela di una sola categoria di persone: i baristi della piazza centrale.
Perché dico questo? Perché è un dato di fatto! Il Comitato Cittadini del Centro denuncia fortemente il menefreghismo di questo sindaco e dei suoi predecessori, riguardo al tema del disturbo della quiete pubblica, dovuto ai concerti che l’amministrazione fa tranquillamente svolgere nella piazza centrale di Sanremo, Piazza Colombo. Concerti che durano sin’oltre la mezzanotte , a volume altissimo, anche in giorni lavorativi!
E’ giunta adesso una mail dal Comitato Cittadini del Centro che denuncia la presenza in piazza di vigili urbani e di carabinieri che, beatamente, assistevano al concerto, senza intervenire neppure quando un cittadino ha cominciato a protestare (alle ore 00,20) per il volume altissimo, per l’orario e per il giorno feriale. Per tutta risposta, il carabiniere ha detto di non poter far nulla e che occorre parlare al sindaco. E vallo a trovare il sindaco! Chi è? Dov’è? Che fa (a parte infliggere divieti ridicoli, vedi post precedente)?
Menefreghismo assoluto, anche da parte delle forze dell’ordine. Ma quale ordine? Non certo quello pubblico! Forse per ‘ordine’ s’intende l’ordine del sindaco di fregarsene delle proteste dei cittadini che, da anni, subiscono e denunciano questo massacro che è diventato anche psicologico, oltre che fisico.
Molti anziani, per attutire il rumore infernale, sono costretti a sbarrare le finestre e a soffocare in casa e, in ogni caso, il suono entra ugualmente nelle case. Alcuni di questi anziani sono malati -anche gravi- e avrebbero bisogno di quiete. Poi ci sono i lavoratori, anche quelli che devono svegliarsi molto presto e cinque ore di sonno (quando va bene) non sono sufficienti.
Niente da fare, al sindaco Zoccarato tutto questo non importa, a lui importa solo che i bar del centro facciano soldi, fanculo i cittadini!
Anche la precedente amministrazione Borea se n’era infischiata delle proteste dei cittadini e del Comitato. Non è stato rieletto. A buon intenditor…
Zoccarato, vergogna!

(22) Sanremo, fior fior di divieti, imposti da Zoccarato.

divieti.jpg

 Niente da fare, Borea alla fine non è stato eletto, probabilmente anche per le promesse mancate alle famiglie del Comitato Cittadini del Centro (vedi post precedente). Ma al posto di Borea è arrivato Zoccarato (Pdl) e con lui una serie di divieti che stanno producendo varie reazioni negative presso i sanremesi e non solo.

La piazza centrale della città, quella per intenderci già oggetto di critiche per la questione dei concerti che disturbano i cittadini che vogliono riposare, è stata tappezzata di squallidi fogli A4, attaccati con lo scotch da pacco, che intimano a tutti il divieto di sedersi sui bordi delle vasche.

divieto.jpg

La scusa del neosindaco è quella di far sparire gli extracomunitari dal centro cittadino che -dice- bivaccano nella piazza e hanno già invaso la vita cittadina dei sanremesi.

Sappiamo tutti che non è questo il motivo e che i ‘clandestini’ (come li chiamano loro) non rappresentano il vero problema della città. Qui si limita fortemente la libertà di tutti e anche coloro che hanno votato Zoccarato se ne sono accorti e non ci stanno. L’intento reale è quello di far accomodare i cittadini sulle sedie dei dehors della piazza, al fine di far guadagnare di più i gestori dei bar!  Una cosa indecente e priva di ogni senso civico (e civile). Certo, in un’ottica neoliberista simile a quella del governo Berlusconi, queste misure rappresentano il non plus ultra della democrazia, ma una democrazia intesa come la intendeva Licio Gelli!

I problemi di Sanremo, per Zoccarato, rimangono esclusivamente quelli inquadrati nei piani politici nazionali: favorire i commercianti a discapito dei cittadini, adottando la scusa della caccia al clandestino (una scusa creata ad hoc e valida per ogni occasione). Forse Zoccarato non lo sa che gli extracomunitari che vendono merce, rilasciano tutti regolare scontrino fiscale, mentre molti commercianti, invece, non brillano certo per onestà fiscale. Ma cosa importa? L’importante è garantire il commercio. Se poi ci va di mezzo la libertà dei cittadini, questo non è certo un problema. E lo chiamano partito della libertà! La loro!

A sèguito dei divieti imposti da Zoccarato, è stato creato un gruppo su facebook


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